Sanremo 2017 – La Scimmia nuda balla!

È sempre psico-socialmente interessante esaminare la canzone vincitrice di Sanremo, proprio per osservare in tempo reale lo stato neuronale del Paese.

“Occidentali’s Karma” ha una precisa funzione di controllo sociale: il testo fa sentire più intelligente lo spettatore. Perché qui non c’è sole – cuore – amore, qui c’è namasté, karma e altre facezie trans-religiose, ma il livello lessicale è tutto sommato secondario.

Importa che lo spettatore annuisca soddisfatto alla perculata intellettualistica che c’è sotto, attraverso l’uso dell’ironia che no, non lo riguarda, perché riguarda gli altri.

È una canzone intelligente che unisce musicisti e non addetti ai lavori sotto il comune accordo della ricercatezza.

E già… Vince Gabbani, raffinato, colto e sensibile artista che ti dice quanto possa essere stupida la smania occidentale per l’Oriente e le sue narrazioni religiose, il nuovo update dopo l’archiviazione del Cristianesimo.

Che, beninteso, anche in questo caso, noi viviamo con una superficialità da “Mangia – Prega – Ama” che “fa inciampare l’evoluzione” e ci rende “scimmie nude che ballano”, chiara citazione di Desmond Norris che attribuisce all’Homo Sapiens il primato di “essere idiota”, poiché, invece di preoccuparsi di cose importanti, si attarda in sciocchezze, come, per l’appunto, la spiritualità vissuta in tal modo.

Ora, non per citare un altro grande artista ma… il gran ca… che ce ne frega?

L’anno scorso era “dimentichiamo tutto con un amen” perché l’acuto pensatore Gabbani ci voleva far sapere che il menefreghismo etico ci riguarda tutti. Quest’anno, la sua fine ricerca antropologica lo ha portato al dileggio delle domande eterne dell’umanità, in barba ai tuttologi del web.

Ma… perché ti senti in dovere di gettare il tuo lungo sguardo razionalizzante e laicista a mo’ di dileggio quando tu sei uno sciacallo di idee trite e ritrite? Ma chi ti pare di essere?

E come si comunica questa punta apicale del pensiero occidentale? Con una nenia da villaggio turistico e balletto mani in aria che, appunto, come scimmie ammaestrate, la gente (sempre quella un po’ più intelligente, che annuisce complice) scimmiotta già da una settimana e che ci sorbiremo per i prossimi 6 mesi.

Insomma, Karaoke + sprazzi di intelligenza simulata + Macarena = fa bene Gabbani (nel nome, un destino) a prenderci per il culo. È furbo.

Vabbè, ce lo meritiamo e, come ripete spesso mio marito, ci meritiamo anche di più. Tipo l’estinzione.

Attenzione però: almeno ci siamo scampati la vittoria della Mannoia, una delle principali rovine della condizione della donna nella società moderna. La sua canzone era un dramma di massime alla Paulo Coelho, insostenibile sopra i 20 anni di età.

Meglio così.

Evviva Gabbani!

 

Chiara Riccitelli

 

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