Hai vent’anni e sei Italiano: che culo!

Hai 20 anni e sei Italiano: che culo!

C’era una volta un giovane gatto Italiano, lo chiameremo con affetto “Il Gatto dello Stivale”, che dava la caccia ai topi. Era famoso per l’abilità nel catturare le sue prede. Anche i suoi compagni, in un periodo in cui i topi abbondavano, riuscivano ad ottenere buoni risultati. Ma, nel corso del tempo, i topi sopravvissuti divennero sempre meno e rimasero in circolazione solo quelli più furbi e veloci.

Erano a tal punto scaltri ed allenati che nessuno riusciva più a raggiungerli. Avevano elaborato inoltre una strategia infallibile: sapevano che i gatti si appostavano nei pressi dei loro nascondigli e quindi, prima di muoversi, si accertavano di udire i latrati dei cani, che richiamavano astutamente con un fischio. I cani avrebbero spaventato a morte i gatti, garantendo loro la tranquillità di uscire. Nessuno si mostrava capace di catturare i topi, così i felini sprofondarono in una tragica crisi.

In questo clima, Il Gatto dello Stivale, anziché ostinarsi a cacciare in un momento che non offriva alcuna possibilità di successo, decise di partire per un lungo viaggio, promettendo che sarebbe tornato. I suoi compagni, invece, continuarono imperterriti con lo stesso approccio riducendosi ad essere tristi, lamentosi e stanchi per le inutili e dispendiose corse all’inseguimento dei sempre più attrezzati topi. Quest’ultimi, non venendo più catturati, tornarono ad essere tanti. Tutti ormai a scuola imparavano come difendersi dai gatti: correre come saette nei nascondigli ed aspettare di sentire i cani prima di uscire.

il gatto e il topo

Un bel giorno, finalmente, Il Gatto dello Stivale ritornò dal suo lungo viaggio e gli amici lo accolsero con tutti gli onori. Lui, per ricambiare, avvistò un topo, lo seguì prima con gli occhi e poi lo raggiunse comodamente là dove si era rifugiato.

Dopo qualche secondo si sentì un cane abbaiare. Il topo, rassicurato e tranquillo, uscì dalla tana, ma proprio in quel momento il felino lo agguantò! La povera preda, stupita, gli chiese squittendo: “Ma… non hai avuto paura del cane?”. Il Gatto dello Stivale, abbaiando come un cane, rispose: “In questo mondo, se non si parlano almeno due lingue, non si mangia!”.

Fuor di metafora, gli amici del Gatto dello Stivale mi ricordano i quarantenni di oggi, che subiscono gli effetti più deteriori della trasformazione in atto. Se avessi scritto questo articolo due decadi fa lo avrei intitolato: “Hai 20 anni e sei Italiano: che sfiga!”.

Le ragioni dietro quell’ipotetico titolo erano e sono tante. Ad esempio potremmo citare quella di una generazione precedente che si è mangiata tutto lasciando un sacco debiti. Ma il motivo principale, quello che piega le gambe ad ogni tentativo di reazione, è che gli attuali quarantenni non sono stati formati per confrontarsi con i nuovi scenari globali (si pensi ad esempio all’insegnamento scandaloso della lingua inglese nelle scuole italiane). Il risultato è che oggi troppi di loro devono fare i conti con un presente all’insegna della precarietà ed un futuro nel quale aleggia paurosamente il fantasma della povertà.

Dal New York Times del 2008:

No Country For Young Men; Italy’s “Lost Generation”
“Once kept at home by love for mamma’s home-cooked pasta, a growing number of young Italians are now forced to live with their parents because they can’t get a steady job or afford a home of their own”.

Dal Sole24Ore del 2008:

“Non possiamo sperare in un organo collegiale di governo mondiale, ma in paesi che, fra mille diversità, si abituino a cooperare. Non è più possibile arrivare all’uguaglianza ma ad un canale di accesso dei salariati al profitto, per rendere anche loro partecipi dei benefici della competitività. Non si crei l’illusione di un unico ispettorato del lavoro per il mondo intero, ma si persegua la definizione di standards di decent work”.

Tuttavia, non si può ignorare che gli stravolgimenti sopra espressi presentino un rovescio della medaglia sorprendente: opportunità straordinarie, mai viste prima nella storia dell’umanità.

Ed è per questo che il protagonista della nostra storia, Il Gatto dello Stivale, somiglia molto a te che, Italiana o Italiano, hai 20 anni ed hai tutto il mondo a disposizione.

C’è però una cosa che devi ed un’altra che NON devi assolutamente fare.

La prima, ormai del tutto scontata, è quella di imitare Il Gatto dello Stivale. Un’esperienza all’estero, a contatto con altre realtà e culture, allargherà i tuoi orizzonti. Se puoi permetterti una delle Ivy League Universities potrai esplorare nuove opportunità ai confini della conoscenza, magari facendo Ricerca. Se non puoi permettertelo fai da solo, avendo bene in mente la relazione virtuosa che esiste tra cultura, creatività e qualità delle idee: www.shinymagazine.com/vision/

Rispetto a quei pochi quarantenni che sono partiti in passato, tu hai il vantaggio di sapere che, una volta capito come gira il mondo, potrai tornare in Italia, se vorrai. Non badare a iettatori e Cassandre! Al tuo ritorno troverai un Paese migliore.

La paura di “fare la fine della Grecia”, in un paese dalle enormi potenzialità come il nostro, darà la scossa che serve agli italiani e a chiunque sarà al timone del governo.

E poi ci sono tante piccole grandi storie che si intrecciano tra loro e danno vita ad un sistema che induce all’ottimismo:

C’é quella di Benedetta che disegna borse e le vende in tutto il mondo: www.benedettabruzziches.com

C’è quella di Oliver che, tra una innovazione e l’altra, ha concepito un video che, per dirla alla Linus, sta a quello (ufficiale) di Zeffirelli come Messi sta a Giovinco.

C’è quella di Luca che avrà sempre voglia di sperimentare e fare qualcosa di nuovo come Shiny Magazine, Change Institutes, WorldcApp

C’è quella di Stefano che, dopo aver lavorato per vent’anni nella sua azienda agricola e averne fatto un modello vuole andare oltre. Guardando ad un mercato che include tutti e CINQUE i continenti, con QUATTRO categorie di alimenti aggregati secondo i dettami della dieta mediterranea, facendo riferimento a TRE principi fondamentali(0 kilometri, 0 chimica, 0 segreti) con DUE obiettivi precisi (gusto e salute) vuole creare UN brand per consumatori consapevoli ed illuminati: ZERO.farm!

C’è quella di Vincenzo che vende in giro per il mondo Smart Meters per costruirci attorno Smart Grids, e pur risiedendo a Londra cerca opportunità di investimento in italia.

C’è quella di Andrea che si è inventato un portale che aiuta gli italiani a fare scelte oculate nei propri acquisti: www.guidaacquisti.net

C’è quella di Luciano che progetta palchi per allietare in piena sicurezza le nostre serate con eventi culturali che ci fanno vivere meglio.

C’è quella di Fiorenza che, con il suo prezioso lavoro, contribuisce a far funzionare uno dei nostri ospedali migliori.

C’è quella di Marzia che, insieme al marito Andrea, mi ristrutturerà casa, trasformandola nello spazio più accogliente e smart che esista.

Parti tranquillo, quindi. Ma ecco la cosa che NON devi fare: parlare male dell’Italia mentre sei fuori. Non solo per rispetto nei confronti di chi sta dando il suo contributo per costruire un Paese sempre migliore. All’estero tendono a fare di tutta l’erba un fascio. Il “marchio Italiano” te lo porti sempre addosso. Tanto vale esaltare le virtù del tuo Paese, anziché darti la zappa sui piedi denigrandolo.

Ecco 5 suggerimenti:

Sistema di capitali

Se ti dicono che loro hanno Londra, New York o Parigi tu rispondi che noi non abbiamo una grande capitale (Roma ha 3 milioni di abitanti contro gli 8 di Londra) ma un Sistema di capitali. Cita quelle uniformemente distribuite sul territorio (Roma, Napoli, Firenze, Milano, Venezia, Palermo, Lecce) e poi soffermati per un attimo su Firenze, raccontando in 30 secondi che è stata la culla del Rinascimento, quel fenomeno che attraverso una produzione culturale senza eguali ha dato vita al meglio che l’età moderna è capace di esprimere. Non solo il passato ma anche il presente di Firenze è affascinante. Grazie alle tecnologie ed ai mezzi di trasporto ad alta qualità e velocità si sono ridotte le distanze, trasformando una città già prestigiosa in una ancora più prestigiosa per la prossimità con Roma; già bella in una ancora più bella per la prossimità con Venezia; già dinamica in una ancora più dinamica per la prossimità con Milano. Un futuro sempre più green, infine, completa il quadro di una capitale speciale.

Firenze

Microclima unico

Un imprenditore Italiano ha costruito uno straordinario successo mondiale raccontando una storia vera che tutti possono fare propria senza infrangere copyright: lo Stivale è un paese che rappresenta lo 0,2% della superficie emersa del mondo e per il fatto di essere stretto, lungo, circondato dai mari ed impreziosito dalle montagne, dà vita ad un microclima unico al mondo. Conseguentemente, siamo il paese più biodiverso e, in ragione della nostra storia travagliata, più ricco di tradizioni ed opportunità di trasformare i prodotti della nostra terra.

Turismo

I dati indicano chiaramente che esiste una categoria di Turisti Globali il cui numero già cospicuo aumenterà, statistiche alla mano, di circa 800 milioni nei prossimi 15 anni. Molti di questi non solo visiteranno il Bel Paese, ma se ne innamoreranno perdutamente (la crisi economica, in qualche modo, ci sta insegnando come corteggiarli: www.amazon.it/dp/B00TH9YC68). Non è un caso che la nostra lingua sia tra le più studiate al mondo, trascinata dal solo gusto di parlarla e di capire meglio la nostra cultura (unica con i suoi 51 siti patrimonio dell’umanità certificati UNESCO).

Made in Italy

Riguardo al Made in Italy, che non è altro che la capacità di trasferire la bellezza, la cultura ed il prestigio del nostro Paese ai nostri prodotti e servizi attraverso l’eccellenza della produzione e della comunicazione, ti invito a leggere questo articolo per maggiori dettagli: www.shinymagazine.com/2015/07/23/alfa-romeo-cultura-da-vendere/

Ferrari California

Innovazione

Abbiamo iniziato anche sul fronte dell’innovazione a gettare le basi per un futuro migliore: per ora ti indico un sito (www.iit.it), un’intervista ed un progetto: il Politecnico di Milano ha cominciato la battaglia per erogare i suoi corsi magistrali in lingua inglese. C’è ancora qualche anacronistica resistenza da abbattere, ma stai pur certo che la ragionevolezza prevarrà. Mentre tu maturerai le tue esperienze all’estero, altri talenti stranieri compenseranno la tua assenza dando, con il loro valore, un contributo allo sviluppo del Paese. Per maggiori informazioni sul tema “Innovazione” ti invito a rimanere sintonizzato su Shiny Magazine per il mio prossimo articolo: “Imparare a copiare per cambiare il mondo”.

Concludo con una raccomandazione: non montarti la testa se, imitando Il Gatto dello Stivale, le cose cominceranno a girare a favore (leggi i versi di Kipling it.wikipedia.org/wiki/Se_(poesia): ti aiuteranno a tenere la barra dritta mentre te la spassi). Il tempo passerà anche per te e, se non l’avrai usato al meglio, te ne pentirai. Non avrai nemmeno l’alibi di un’Italia in rotta di collisione.

Poi c’è una generazione che sta nascendo ora e che sarà ancora più fortunata della tua. Me lo dice la mia cara amica Federica che, come sempre, vede più lungo degli altri. Porta in grembo, infatti, la testimonianza di ottimismo più alta e nobile che esista e, dal nome che le darà, sembra aver capito ancora una volta tutto in anticipo: “Vittoria”!

 

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