Satoru Iwata – I tre volti del rivoluzionario gentile

Satoru Iwata

Sul mio biglietto da visita sono il presidente di una Società.
Nella mia mente sono uno sviluppatore di videogiochi.
Ma nel mio cuore resto un videogiocatore.

(Satoru Iwata)

Nato a Sapporo il 6 dicembre 1959 (nella prefettura di Hokkaido) Satoru Iwata manifestò sin da giovane l’interesse verso i calcolatori ed annessi giochi elettronici, in seguito alle prime partite a Pong. Durante il liceo questa incessante passione lo portò all’acquisto di una calcolatrice tascabile programmabile Hewlett Packard e, mentre l’utente medio la utilizzava per la sua funzione più ovvia, lo studente Iwata creava già i suoi primi videogiochi: ad esempio una rudimentale simulazione di baseball, visualizzata soltanto attraverso una serie di cifre sul display. Semplice ma divertente: almeno così la pensarono i suoi compagni di scuola.

Satoru Iwata
Satoru Iwata

Terminati gli studi superiori, Iwata conosceva già la sua tappa successiva: nel 1978 si iscrisse al Tokyo Institute of Technology, prestigiosa università giapponese che gettò le fondamenta della sua futura carriera. Proprio durante quegli anni strinse amicizia con un gruppo di giovani appassionati che trascorrevano le notti programmando e dibattendo di videogiochi. La loro base operativa era un piccolo appartamento in affitto nel quartiere di Akihabara che si trasformò, a partire dal 1980, nella sede di una software house di videogiochi: la HAL Laboratory Inc. (le tre lettere della sigla rappresentavano, per ammissione di Iwata stesso, l’aspirazione gargantuesca di essere un passo avanti ad IBM: se sostituiamo ad ognuna di esse la successiva otteniamo proprio “HAL”). Iwata entrò subito alla HAL, lavorando come progammatore part-time, non senza profonde ripercussioni familiari: la sua passione e le prospettive di carriera portarono all’attrito con il padre, che non gli rivolse la parola per ben sei mesi.

Dopo essersi fatto conoscere grazie a giochi come Car Race per Commodore PET, solo un anno dopo il termine degli studi, nel 1983 Iwata diventò il quinto impiegato full-time di Hal Laboratory. L’azienda pubblicò sin da subito giochi per la neonata console Famicom (il NES 8-bit) e tra i primi accreditati a Iwata ricordiamo la versione casalinga di Balloon Fight (la cui fisica di movimento del personaggio svolazzante influì notevolmente su quella dei livelli subacquei del futuro Super Mario Bros), NES Open Tournament Golf, Mother 2 (da noi conosciuto col nome di Earthbound, titolo ad un passo dalla cancellazione che vide la luce proprio grazie alla caparbietà e alle capacità di programmazione di Iwata), e i primissimi giochi della serie Kirby (proprio l’ampio coinvolgimento di Iwata nello sviluppo di Kirby’s Dream Land divenne il punto di partenza per il successo duraturo della saga) e The Adventures of Lolo.

HAL Logo
HAL Laboratory Logo

Nonostante i notevoli traguardi raggiunti, la situazione finanziaria di HAL Laboratory nel 1993 verteva sull’orlo della bancarotta. Proprio dalla stretta e affiatata collaborazione con Nintendo arrivò la salvezza. L’allora presidente di Nintendo, Hiroshi Yamauchi, si offrì di assolvere il debito di HAL (circa 1 miliardo e mezzo di yen) a condizione che Iwata ne diventasse presidente con effetto immediato. Le motivazioni reali dietro tale proposta rimarrano probabilmente segrete, ma l’ipotesi più accreditata afferma che il vecchio Yamauchi avesse intravisto in Iwata la stessa scintilla geniale di un celebre game designer di quel periodo: Gunpei Yokoi.

I risultati, nel giro di pochi anni, diedero ragione al presidente di Nintendo, portando ad un’ancora più stretta e fruttuosa collaborazione tra le due società. Nonostante la carica conseguita, Iwata non esitò più volte a rimboccarsi le maniche e a svolgere il “lavoro sporco”. È infatti di Iwata l’algoritmo di compressione dati utilizzato in Pokémon Oro e Argento per Game Boy Color che permise l’inclusione della regione del Kanto, raddoppiando di fatto la lunghezza del gioco. E ancora, fu fondamentale il suo contributo nel 1999 allo sviluppo di Pokémon Stadium per Nintendo 64. Iwata riuscì a trasporre il sistema di combattimento classico dei giochi portatili all’interno di questo capitolo, senza documentazione ufficiale a corredo, il tutto in una sola settimana di lavoro! Infine, dobbiamo sempre a lui l’aver riconosciuto le potenzialità del prototipo di Super Smash Bros, assistendo Masahiro Sakurai nella creazione dell’IP su Nintendo 64, gettando le basi per il successo che si protrae tutt’oggi con le versioni Wii U e 3DS.

Pokemon Stadium (N64)
Pokemon Stadium (N64)

Il nuovo millennio portò Iwata all’interno di Nintendo. Nel 2000 divenne capo della divisione aziendale per la pianificazione. Durante i primi due anni e mezzo cercò di ridurre i costi e i tempi di sviluppo preservando l’esperienza unica di gioco maturata dalla società. L’apporto tecnico di Iwata non si arrestò: infatti contribuì allo sviluppo di capitoli di serie iconiche Nintendo come Super Mario Sunshine, The Legend of Zelda: The Wind Waker, Metroid Prime e Animal Crossing. Non stupì quindi che l’aumento di utili dal 20 al 41% di quel periodo fosse attribuito all’operato di Iwata.

Il dovuto riconoscimento avvenne però soltanto il 24 maggio 2002, col ritiro in pensione dell’anziano presidente Yamauchi e la con seguente nomina di Iwata a suo successore, con le seguenti parole: “Preso atto di ciò che ho visto durante la mia esperienza come presidente di Nintendo, sono giunto alla conclusione che occorre un talento speciale per condurre l’azienda. Ho scelto Iwata-san basandomi su questo. Sul lungo termine non so se manterrà la posizione di Nintendo o se la guiderà verso vette più alte di successo. In ogni caso, credo che sia lui il miglior candidato per questa mansione”Iwata divenne così il quarto presidente di Nintendo, ma anche il primo a non avere forti legami di parentela con la famiglia Yamauchi. L’ultimo monito dell’ex Presidente a Iwata fu: “che Nintendo possa far nascere nuove idee e creare hardware su cui esse possano riflettersi. E realizzare software che possano aderire ai medesimi standard”.

Hiroshi Yamauchi
Hiroshi Yamauchi

Iwata dovette scontrarsi sin da subito con l’eredità del severo Yamauchi. Nintendo arrancava, diversi passi indietro rispetto ad un’agguerrita Sony che ormai dominava da anni il mercato con PlayStation 2 e Microsoft che aveva appena debuttato nel settore dell’intrattenimento elettronico lanciando la sua Xbox. Era il periodo del GameCube e Iwata cercò di mantenere saldi i rapporti con Capcom per incrementare l’appetibilità della console dando vita ai famosi “The Capcom Five” (dei quali in realtà ne furono rilasciati soltanto quattro e alla fine i tre giochi di rilievo rimasero Resident Evil 4, Viewtiful Joe e Killer7).

Probabilmente però uno degli eventi più importanti del “regno” di Iwata capitò a novembre 2004 col lancio del successore del Game Boy Advance. Il Nintendo DS, con il suo rivoluzionario chassis richiudibile “a conchiglia” e l’inclusione di uno schermo touch secondario, segnò infatti una delle principali rivoluzioni nella storia dei videogiochi. La quantità di profitti crebbe al punto da sembrare pressoché inquantificabile, mentre Iwata continuava a lavorare sodo, manifestando un’umiltà mai vista prima di allora in Nintendo.

Iwata presenta Nintendo DS
Iwata presenta Nintendo DS

Nel 2006 nacque “Iwata Asks”, una serie di interviste (pubblicate sul sito web dell’azienda) condotte dallo stesso presidente a sviluppatori di videogiochi e progettisti hardware di Nintendo. Proprio la prima discuteva in anteprima i nuovi sensori di movimento della futura console casalinga.

Il Wii (nome in codice “Revolution” all’E3 2004) fu presentato nel novembre 2006. La sua semplicità e robustezza, unita al fascino magnetico verso la più ampia possibile fascia di utenza, ben si sposava con quella del DS. “Se un bambino appoggia la sua console di gioco nel carrello della bicicletta e, fermandosi improvvisamente, gli cade a terra, non sarà sul tappeto. Così ho chiesto ai progettisti di far in modo che possa sopravvivere ad una violenta caduta di 1,5 metri sul terreno. Il team di progettazione ha sollevato qualche polemica, ma alla fine è andato avanti, superando brillantemente la prova!”.

Wii Nero e Wii Bianco
Wii Nero e Wii Bianco

Le vendite di Wii diedero ancora una volta ragione a Iwata, superando i 101 milioni di unità vendute, surclassando persino quelle del DS, ed incoronarono il Wii come l’hardware di maggiore successo di Nintendo. Ciò mantenne salde le finanze della Società, almeno sino al 2011, finchè il lancio dell’ennesima iterazione della console portatile (il 3DS), avvenuto nel febbraio 2011, non produsse i risultati sperati, al punto da far registrare delle perdite economiche.

Iwata, per nulla demoralizzato, aiutò Nintendo a migliorare le relazioni pubbliche con i propri fan, mettendoci letteralmente la faccia: venne così trasmesso, sempre a novembre 2011, il primo di una lunga serie di appuntamenti trasmessi in streaming su internet: i “Nintendo Direct”. Questa serie di eventi stampa ufficiali erano mirati a rivelare in anteprima informazioni su prodotti e giochi Nintendo, senza passare per i tradizionali canali stampa del settore. Iwata divenne così frontman e simbolo dell’azienda, grazie anche alle ricorrenti gag umoristiche presenti in ogni video e divenute virali in rete.

Satoru Iwata con il Nintendo 3DS
Satoru Iwata con il Nintendo 3DS

Il novembre 2012 vide l’arrivo del Wii U, sfortunata console casalinga, con uno schermo secondario rappresentato dal GamePad, un controller simile ad un tablet. Dopo solo un anno e mezzo, a causa delle ingenti perdite, Iwata si scusò pubblicamente in diretta mondiale, dimezzandosi lo stipendio.

Alcuni giorni prima dell’inizio della kermesse losangelina del 2014, un comunicato stampa di Nintendo annunciò l’assenza di Iwata a causa di “non meglio precisate condizioni di salute”. Il Direct dell’E3 di quell’anno mostrò Iwata soltanto all’inizio, mentre combatteva (in una registrazione) contro il presidente di Nintendo of America, Reginald “Reggie” Fils-Aimé, in uno spettacolare scontro volto a promuovere Smash Bros. Solo in un comunicato dell’assemblea degli azionisti del 24 giugno si venne a conoscenza delle effettive problematiche di salute di Iwata: esportazione chirurgica di un tumore al dotto biliare, con periodo di riposo e divieto assoluto di lunghi spostamenti. La sua successiva apparizione in pubblico risale al successivo mese di novembre dello stesso anno, nel quale risultava visibilmente dimagrito e sottopeso, cosa che lo spinse addirittura ad aggiornare le fattezze del suo avatar Mii ufficiale.

https://youtu.be/CzMoXr-nvc0

Gli ultimi mesi del regno di Iwata (nel 2015) lo videro continuare a lavorare con fermezza, nel rispetto della sua carica e della fiducia dei suoi sottoposti: abbiamo assistito al successo degli amiibo, al Wii U che stentava (e stenta tutt’ora) a ritagliarsi una buona fetta di mercato rispetto alla concorrenza, all’accordo con DeNA per la realizzazione di videogiochi con personaggi Nintendo su smartphone e al lancio della fantomatica nuova console NX. Ed infine all’avvenuto decesso, l’11 luglio 2015, con un asettico comunicato stampa ufficiale riportato sul sito di Nintendo, nella notte tra domenica e lunedì.

Il vuoto lasciato da Iwata non cade però nel silenzio. Il collega di HAL Laboratory, Shigesato Itoi, lo ricorda con un commovente messaggio: “Non ha importanza il modo in cui avviene l’addio. Io penso che ci sia solo da dire: ci incontreremo di nuovo. Siamo amici, no? Ci rivedremo ancora. Non c’è niente di strano nel dirlo. Ci si vede!”. Molti altri VIP dell’industry hanno inviato messaggi di cordoglio: Sakurai, Bill Trinen, Shuei Yoshida, Phil Spencer, Hideki Kamiya, Peter Moore, Warren Spector…

Ancora più appassionato, il popolo dei videogiocatori ha letteralmente invaso la rete con messaggi (l’apposito gruppo del Miiverse creato per l’evento è diventato il thread più letto su Wii U e 3DS), immagini commemorative ed iniziative come sfide online di Mario Kart 8, nelle quali bisognava correre con l’avatar Mii di Iwata.

ll presidente di Nintendo ora riposa in un tempio di Kyoto (cuore della grande N) in un punto che è diventato un continuo andirivieni in questi giorni. Oltre 3000 persone gli hanno reso omaggio. Al funerale erano presenti Shigeru Miyamoto, Yuji Naka (il papà di Sonic), Masahiro Sakurai, Eiji Aonuma, Hideki Kamiya, Reggie Fils-Aime e Bill Trinen mentre Genyo Takeda, prendendo la parola, ha ribadito che il progetto NX (futura console di Nintendo) rifletterà in toto il pensiero di Iwata: “I semi che il presidente ha piantato si trasformeranno in fiori, boccioli che regaleranno il sorriso a tutto il mondo”.

È caduta tanta pioggia durante la cerimonia, come se persino il cielo esprimesse il proprio cordoglio. E sopra l’edificio di Kyoto che ospita il quartier generale di Nintendo è spuntato un arcobaleno: è la Rainbow Road di “mariokartesca” memoria che ci mostra come l’anima di Iwata sia salita in cielo, appesa a quei palloncini come in Balloon Fight!

Please understand and thank you, Mr. Iwata!

Giuseppe Saso
Twitter: @PeppeSaso
www.occhiodelbeholder.it

 

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